IL FILM “LA BUCA” DI CIPRI’ ACCESSIBILE IN PRIMA VISIONE DA MOVIEREADING: NOTIZIA BELLA… O TRISTE?

locandina film la bucaE’ grazie a MovieReading se le persone disabili visive italiane, cioè ciechi e ipovedenti, avranno un nuovo film di prima visione accessibile al cinema questo mese: Blindsight Project ne da la notizia, ma non è proprio bella, come molti penseranno, è invece una notizia tristissima!

Il film di cui sta per uscire l’audiodescrizione è “La Buca”, (altre info alla fine dell’articolo): certo, la gioia di chi è disabile visivo italiano è tanta, ma per chi vede e sente è necessario riflettere su alcuni punti fondamentali, di cui nessuno parla mai, ma che noi disabili sensoriali conosciamo benissimo, purtroppo.

Spieghiamo brevemente, con la sincerità e l’esperienza che ci contraddistinguono in questo campo, il perché sia una notizia tristissima (visto che non lo è solo perché è l’unico film accessibile in questo momento). Possiamo davvero definirci una nazione democratica, civile e, soprattutto, un paese “occidentale europeo”? Ancora no, vediamo perché: ecco qualche esempio comprensibile, perché nonostante il tema dell’abbattimento barriere sia sulla bocca, e sulle dita, di tutti, gli italiani con disabilità sensoriali sono ancora dimenticati ed emarginati dalla vita sociale, in particolar modo dalla cultura e dallo spettacolo.

Quanti eventi si fanno in questa nazione? Tantissimi, ma tutti inaccessibili, eppure molti di essi costano! In quanti comizi, seminari, conferenze, e simili, avete visto la sottotitolazione in tempo reale (o respeaking)? Eppure è un metodo economico, abbatte barriere sensoriali perché sottotitola per tutti, anche per chi è udente ma distratto, non necessariamente quindi sordo o ipoudente, infine consente di avere il documento intero di ogni relazione subito dopo l’evento, e non è cosa da poco. Quante slide, video, ed altro di visivo, è audiodescritto, cioè accessibile anche a chi ha problemi di vista? E quanti spot importanti vengono realizzati? Tutti inaccessibili in quanto privi di sottotitoli e audiodescrizione. Un esempio recente di inaccessibilità, ma anche di inadeguatezza, è il secondo video sulla violenza di Senonoraquando, nonostante già per quello precedente Blindsight Project avesse fatto, inascoltata purtroppo, richiesta di accessibilità offrendo anche sostegno per realizzarla. Come se le donne cieche o sorde non siano tra tutte quelle italiane che subiscono violenza! E quanti siti web, o quante App, vengono creati, spesso proprio con contributi di denaro pubblico? Quanti sono realmente accessibili, tra i rari che si dichiarano tali? Non basta dire o scrivere “bisogna abbattere barriere”: le cose si fanno, a cominciare dal rendere accessibile ogni cosa che si realizza per uso pubblico, perché ne parliamo da troppo tempo ormai, senza alcun risultato concreto, e parlarne ancora è deprimente per chi poi le barriere le vive sulla propria pelle.

Audiodescrizioni, web accessibile, respeaking, sottotitoli, ..: troppo “futuro” e autonomia? Pare di si, forse questo spaventa, meglio tenere decine e decine di migliaia di persone all’oscuro e in silenzio, in questa nazione, dove è tutto un “evento a favore”, dove tutti ormai scrivono, linkano, condividono e … parlano di abbattimento barriere, senza fare altro purtroppo, a volte pure convinti, altre senza saperne nulla, in primis di barriere sensoriali, praticamente quasi mai abbattute e ancora pressoché sconosciute in Italia. Questo è solo un “mondo virtuale di parole”, la realtà è ben diversa da quella che molti intendono diffondere, sotto la patinatura e i riflettori delle apparenze, o quella che quasi tutti immaginano o si illudono di conoscere. Ci sono milioni di onesti cittadini italiani, paganti come altri, che non sono considerati e invece dovrebbero esserlo, a cominciare dal servizio pubblico. Tra le voci di spesa da sostenere quando si crea, si diffonde o si trasmette qualcosa, devono essere contemplate anche quelle che abbattono barriere. Ma l’accessibilità per troppi italiani non è ancora considerata una spesa obbligatoria, esclusi scivoli o pedane, come se tutte le disabilità fossero ormai chiuse in un logo in carrozzina, anche se leggi e convenzioni vorrebbero il contrario. Ad esempio, e a proposito di cinema: quanti registi, produttori o distributori italiani inseriscono la voce di spesa “accessibilità”, cioè sottotitoli e audiodescrizione – circa €1000 – per un film? Poi ci si lamenta della “crisi”? Cominciamo a fare i film fruibili a tutti, come succede altrove, vedrete che milioni di persone saranno ben contente di venire al cinema o acquisteranno il vostro dvd. Inoltre gli organizzatori dei festival non dovranno più subire, ingiustamente per i film italiani, le forti richieste di accessibilità, da parte di associazioni di categoria quali Blindsight Project, visto che il loro ruolo è limitato alla presentazione delle opere.

Tutto questo, se lo si chiede, è visto come un “problema” in più, ma succede solo in Italia, è bene saperlo: qui si vive e si lavora illusi di essere aggiornati e democratici. Basti pensare che MovieReading è un’azienda italiana, come la Legge Stanca: due cose dimenticate qui ma che il mondo ci invidia, come tante altre del resto. Di sicuro non invidia le persone disabili italiane, per come non siamo considerate e per come siamo “usate”. Un altro esempio: decine di migliaia di persone, a quasi fine 2014, solo perché disabili sensoriali italiane, sono tagliate fuori da importante un evento popolare, quale il FictionFest, comunque realizzato “anche” con molto denaro pubblico, ricordiamolo sempre. Il FictionFest 2014  è del tutto inaccessibile alle persone disabili sensoriali: viene da pensare che anni di lotte, guerre e vittorie di Blindsight Project e suoi partner siano stati inutili. Un bel passo indietro, e pensare che il FictionFest fu reso accessibile per la prima volta, (che fu anche la prima volta in Europa!), dal 2009 e successive edizioni proprio da Blindsight Project e Consequenze. L’inaccessibilità e il passo indietro di questo evento è una vergogna, e non solo per Roma, ma per tutti gli italiani. Eppure Blindsight Project ha richiesto, pure stavolta nonostante non dovrebbe, l’accessibilità, come vorrebbe la Convenzione Onu per le Persone Disabili, ratificata anche dall’Italia, l’unica nazione in Europa a non considerarlo e a dimenticarsene sempre, quando raramente ne è a conoscenza.

Il lavoro incessante di Blindsight Project e suoi partner da anni ha informato e diffuso ogni metodo per abbattere barriere sensoriali, soprattutto nella cultura e nello spettacolo, che ancora non sono per tutti, ma discriminano ogni persona con disabilità sensoriale. E’ bene saperlo soprattutto quando si scrivono articoli, o addirittura si organizzano eventi a riguardo. Continuare così, com’è ora, rafforza solo quel muro che divide non solo le persone disabili da quelle normodotate, ma addirittura le persone disabili sensoriali dalle altre! Non ci sono più scuse per tutti quegli italiani convinti che rimandare l’abbattimento barriere, o glissare sull’accesso libero alla cultura e allo spettacolo,  non sia cosa grave. Invece lo è! Chiediamolo ad altri europei cosa ne pensano, prima di rispondere. In Italia vi diciamo noi come funziona: ancora si ritiene “un problema”, o meglio “un impiccio”, un’associazione tipo Blindsight Project, che chiede con forza un adeguamento, in primis ai diritti umani, perché privare una persona della cultura, della vita sociale e dello spettacolo è privarla di un diritto umano per cui, comunque, si stanziano fondi ogni anno affinché lo stesso venga riconosciuto, come un cane che non ha più coda da mordersi. E’ bene evitare quindi sensazionalismi quando si presentano eventi inaccessibili in questa nazione così addormentata e ferma su vecchie politiche che vedono ancora la persona disabile  come qualcuno da “assistere”, un “peso”, un “problema”, un “costo”, o una “cosa” di cui parlare o su cui lucrare, da usare. Ogni volta che chiediamo accessibilità ci sentiamo rispondere: “non sapevamo niente”, “non abbiamo i soldi”, “lo faremo il prossimo anno”, e così via con le scuse sciocche per dileguarsi da un dovere, purtroppo a volte pure strapagato, che è quello di rendere un proprio prodotto, evento o opera, per tutti indistintamente, e non per soli normo vedenti o udenti.

La persona disabile, se è autonoma, non solo può rappresentare un’enorme risorsa per tutti gli altri, ma costa molto meno, lo dimostrano politiche europee in altri stati, perché non avrà bisogno di “assistenza” che, specifichiamo, nella realtà poi non esiste, ma rimane solo su qualche documento scritto. Perché solo qui in Italia è così difficile adeguarsi, sia tecnologicamente che mentalmente all’accessibilità? Possibile che un regista, un produttore o un distributore italiani non abbiano poche centinaia di euro per fare un sottotitolo e un audiodescrizione alla propria opera? E poi come non si può considerare, visto che si parla di crisi nel cinema italiano, che rendendo un film accessibile a tutti, forse i cinema tornerebbero a vivere? Idem vale per i teatri, le tv, i giornali, ecc.. Pensiamoci tutti prima di parlare di “crisi” o di “democrazia”.

E’ assurdo parlare di disabilità, in ogni senso, se si è tra i primi a discriminare offrendo un evento inaccessibile: un esempio sono proiezioni sulla disabilità prive di sottotitoli e audiodescrizioni, o eventi che ne parlano, ma senza respeaking o Lis. Possibile che per organizzare un aperitivo con l’attrice o il regista famosi si spendano decine di migliaia di euro, e poi noi disabili sensoriali non possiamo fruire nemmeno di un film in piena autonomia, perché “i soldi non ci stanno per l’accessibilità”? Non ci crediamo più! Queste notizie sono tristissime, anche se un nuovo film sarà presto al cinema e per tutti, nonostante l’offerta in Italia in questi giorni sia di sicuro diversa da un unico film. Grazie però a MovieReading, e solo a loro, visto che investono, quando possono, in audiodescrizioni e sottotitoli per sempre, almeno un film per ora è assicurato! Spieghiamo cosa vuol dire “per sempre” da MovieReading.

Blindsight Project l’anno scorso ha offerto, con il proprio 5 per mille ricevuto, l’audiodescrizione di un film italiano che ha vinto l’oscar: “La Grande Bellezza”, intorno al quale si è detto e scritto tutto tranne questo, cioè che finalmente qualcuno lo aveva reso accessibile anche in lingua italiana, visto che lo era già in tante altre lingue! Quanto è stato speso per propagande e feste varie, ma mai qualcosa per offrirlo anche alle persone disabili sensoriali? Nemmeno un articolo per farlo sapere che ci avevamo pensato noi ad audiodescriverlo in italiano! Lo abbiamo fatto usando il metodo MovieReading. L’audiodescrizione è ancora lì, fruibile a tutti indistintamente. Speravamo che altri seguissero l’esempio, ci aspettavamo che anche chi parla di accessibilità allo spettacolo entrasse sulla via giusta che è quella di caricarla su MovieReading, ma ancora non è stato così. In questo caso migliaia e migliaia di persone con disabilità visive sono ancora tagliate fuori da troppe realtà importanti: inutile poi parlare di integrazione, così diventa una vera presa in giro!

Una conferenza, un seminario, un film, uno spot, un video, e tanto altro possono essere per tutti con poca spesa, basta ricordarsi di non essere razzisti, perché tali si è quando si discrimina, anche quando l’evento è “a favore”. In questa nazione, pagano tasse anche persone che hanno diritti ancora non riconosciuti, non è quindi un “regalo” né un “favore” che si fa quando si rende accessibile qualcosa, ma è un dovere assolto.

Blindsight Project sostiene MovieReading perché rompe col passato che vedeva persone disabili visive obbligate per quel film a quell’ora, in quel cinema di quella città, con le cuffiette e poi basta, perché quell’audiodescrizione, costata tanto quanto quella de “La Grande Bellezza”, sparirà a differenza di quest’ultima. MovieReading consente invece di avere la stessa accessibilità, una volta scaricata sul proprio smartphone o tablet l’audiodescrizione o sottotitolo, ovunque e per sempre, anche a casa da dvd o dalla tv, se quel film un giorno sarà trasmesso, perché si sincronizza con l’audio del film, e solo quello originale.

Ciò che succederà anche con il prossimo film italiano “La Buca”, di cui in anteprima troverete pronto per il download gratuito, sempre all’interno di MovieReading, una brevissima audio-introduzione al film. Per qualsiasi informazione, dubbio o chiarimento, lo staff di MovieReading è a disposizione via mail all’indirizzo [email protected] , sulla pagina facebook ufficiale e telefonicamente al numero 0761-1916348.

“La Buca”, distribuito da LuckyRed, sarà il primo film italiano a essere accessibile fin dall’uscita al cinema. Dal 25 settembre, giorno di uscita nelle sale, sarà possibile scaricare l’audiodescrizione dall’app MovieReading e ascoltarla direttamente con il proprio smartphone.

Come funziona MovieReading? Dopo aver scaricato gratuitamente l’app da Apple Store o Google Play, l’utente potrà scaricare l’audiodescrizione cliccando sul titolo del film all’interno dalla sezione “market” dell’applicazione.

Al cinema, all’inizio del film, dopo aver collegato il proprio auricolare allo smartphone, l’utente dovrà  andare nella sezione ‘my movies’ e cliccare sul titolo del film. In pochi secondi, l’applicazione sincronizzerà automaticamente l’audiodescrizione con l’audio del film.

Ci auguriamo di averli tutti accessibili i film, almeno quelli italiani, e ci auguriamo che quanto scritto sopra sia servito ad aprire gli occhi sulla nostra realtà riguardo lo spettacolo, la cultura, l’integrazione, e tanto altro per cui è necessario urgentemente aggiornarsi.

Grazie MovieReading, e grazie a tutti coloro che, con modica spesa, realizzeranno, finalmente, film accessibili in lingua italiana, possibilmente usando questo innovativo metodo made in Italy qual è MovieReading, per i vantaggi spiegati sopra, considerando che sono solo nostre indicazioni e suggerimenti, dettati dall’esperienza, per il raggiungimento di una reale parità di diritti e dignità, una migliore qualità della vita, che ci auguriamo di avere presto anche noi disabili sensoriali italiani, come è già per altri europei.

Blindsight Project (Presidenza)

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