La Corte di Venezia riconosce la discriminazione subita a Belluno da persone disabili visive

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Nel 2015, esattamente il 09 maggio, un gruppo di amici con disabilità visive
, provenienti da varie parti d’Italia, accompagnati dai loro cani guida, si recarono in visita nella città di Belluno. Arrivati al parcheggio di Lambioi, vennero bloccati dagli addetti dell’impianto delle scale mobili e fu impedito loro, con arresto della scala, di raggiungere il centro città; creando una situazione di pericolo non solo al gruppo di amici ma anche a tutti gli altri utenti del parcheggio Lambioi. Da qualche tempo la società Bellunum s.r.l., gestore dell’impianto, in accordo con l’amministrazione comunale, aveva affisso all’ingresso un cartello in cui si vietava l’accesso all’impianto non solo a cani da compagnia ma anche ai cani guida che accompagnano le persone disabili visive ovunque nei loro spostamenti. Cartello in palese contrasto con la Legge dello Stato 37/1974 che garantisce il libero accesso dei cani guida ovunque. Questo gruppo di amici si è trovato a dover contrastare una palese violazione di legge subendo una discriminazione dovuta alla loro disabilità. Presentarono dunque denuncia agli organi competenti anche per la violazione di un’altra legge (L.67/2006: contro le discriminazioni verso le persone con disabilità). La vicenda arrivò al tribunale di Belluno dove le richieste di questi amici, in prima istanza, furono rigettate con una sentenza che venne definita dallo stesso avvocato degli accusanti, Chiara Frare, inaccettabile. Dopo anni di battaglie legali si è ora arrivati alla sentenza della Corte d’appello di Venezia. Tutte le istanze presentate con il ricorso in appello, finalmente, sono state accettate arrivando alla condanna dell’amministrazione comunale e della Bellunum s.r.l. per la violazione delle leggi sopra riportate.

Riportiamo le parole dell’avvocato Chiara Frare sulla sentenza: “La Corte d’Appello IV sez. civile con sentenza n. 1146/20 del 28.04.2020, ha ritenuto responsabili sia il Comune di Belluno sia la società partecipata Bellunum s.r.l. di condotte discriminatorie nei confronti dei ricorrenti, persone disabili visive accompagnate dal proprio cane guida per i fatti accaduti il 09.05.2015 presso lescale mobili Lambioi e per il cartello di divieto di accesso apposto, condannando quindi l’Amministrazione, in solido con Bellunum s.r.l., al risarcimento del danno morale subito, nonché alla cessazione delle condotte discriminatorie nei loro confronti.” L’avvocato Chiara Frare prosegue affermando: “Una sentenza importantissima, un grande passo in avanti per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità, vittime di discriminazioni. Se infatti il danno risarcibile, come in questo caso, si configura per una lesione anche solo potenziale della sfera di diritto del disabile, è evidente che siamo di fronte ad una prova del danno in re ipsa, certamente liquidabile, come nel caso in esame, in via equitativa.E ancora: La legge n. 67/2006 è uno strumento di tutela potente per situazioni di questo tipo ma deve essere più conosciuta epubblicizzata ma soprattutto deve essere applicata secondo buonsenso e secondo i principi che la legge stessa intende tutelare, vale a dire il diritto per le persone disabili di non essere discriminate rispetto agli altri, proprio in ragione della propria disabilità.

Tutti noi siamo appagati dal risultato ottenuto, poiché quel giorno, assieme ai nostri cani guida, ci siamo ritrovati a subire su quelle scale mobili una umiliazione e una discriminazione in quantopersone con disabilità visiva che hanno scelto un cane guida come ausilio per la propria libertà di vivere autonomamente.

L’impegno e le competenze dell’avvocato Frare sono state determinanti per l’ottenimento di questa sentenza, che rappresentaun importante traguardo contro la lotta alle discriminazioni.

Per ogni informazione legale a riguardo rivolgersi allo Studio Legale dell’avvocato Chiara Frare, Piazza Duomo 18, 30027 San Donà di Piave, tel: +393703014375.

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