L’IMMAGINE RACCONTATA: l’audiodescrizione e i linguaggi dell’inclusione

seminario audiodescrizioneIntervento di Laura Raffaeli, Presidente di Blindsight Project, in occasione del seminario di studio del 30 novembre 2012 presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II.

Ascolta la relazione da Radio Blindsight

Relazione del seminario in pdf (105 kb)

L’audiodescrizione come strumento di inclusione culturale per le persone con disabilità sensoriale

La parola “inclusione” ci porta controvoglia  già in una dimensione dove qualcuno è stato “fatto fuori”, è stato “escluso”, è stato “dimenticato” o è proprio uno “straniero da respingere”: non è bello doverne parlare in una nazione democratica, ma è quanto succede attualmente in Italia rispetto all’accesso alla cultura e allo spettacolo per le persone con disabilità sensoriali. “Inclusione” ci fa pensare anche a chi non è autonomo, forse perché ostacolato più che dalla sua disabilità dalle barriere che lo circondano quindi non è libero, per questo e non solo, probabilmente, escluso.

Accessibilità = Autonomia e Autonomia = Libertà.

Accessibilità + Autonomia + Libertà =  Inclusione. (altro…)

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La battaglia di Laura per i disabili sensoriali

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Laura Raffaeli in parapendioÈ una mattina di maggio a Roma e una donna di 41 anni guida la sua moto su una strada in discesa, ignara che da lì a qualche secondo una Mercedes in retromarcia cambierà per sempre la sua vita. La motociclista si chiama Laura Raffaeli. L’impatto con l’automobile ha conseguenze devastanti, Laura a causa dell’incidente è cieca. Da allora, era il 2002,  è una disabile sensoriale, così è chiamato l’ handicap che priva dell’uso di uno o più dei cinque sensi.

La vita di Laura, una donna bella, sportiva, vitale, divorziata e con un figlio a carico, cambia profondamente. “Mi è capitato di pensare di farla finita – racconta. – Non accettavo  quello che mi era successo e quello che mi aspettava: un futuro da cieca per sempre e  parzialmente sorda. Ancora non mi accetto, non mi accatterò mai, da parte mia c’è sempre il desiderio di tornare quella che ero. Il momento più buio comunque, non è stato quando mi hanno comunicato la diagnosi, ma quando ho dovuto dire ad Edoardo, il mio unico figlio, il destino che mi aspettava”. E’ stato proprio  Edoardo, che allora aveva solo 16 anni, a darle la forza di continuare a vivere, con la sue parole, la sua presenza. “Lui è stato la mia ancora di salvezza.  Ho pensato: mio figlio ha bisogno di un esempio  – continua Raffaeli  – , gli devo dimostrare che di fronte ad un ostacolo, seppur più grande di me, io sono capace di andare avanti. Che si può voltare pagina, si può ricominciare”. Così, anche se ha dovuto rinunciare a fare cose “normali” come guidare la moto, oltre a tantissime altre, Laura ha scelto di reagire e di recuperare la propria autonomia e dignità e dare l’esempio a suo figlio per Edoardo. (altro…)

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